Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato ieri (1 ottobre) che le forze ucraine hanno utilizzato per la prima volta in combattimento il missile balistico tattico FP-7, prodotto internamente. In un post su X ha scritto: “Missile balistico tattico ucraino. FP-7. Primo utilizzo in combattimento. Grazie per il risultato. Ora tocca alla produzione. Gloria all’Ucraina!”.
L’FP-7 è prodotto da Fire Point, un’azienda ucraina che realizza anche il drone d’attacco a lungo raggio FP-1 e il missile da crociera FP-5 Flamingo. I dati pubblicati sull’FP-7 variano leggermente a seconda delle fonti: una gittata di circa 200-250 km, una testata di circa 150-200 kg, una velocità massima di circa 1.500 m/s, un’altitudine massima vicina ai 60 km e un errore circolare dichiarato di circa 14 metri. I dirigenti dell’azienda lo hanno paragonato all’ATACMS statunitense, affermando tuttavia che il suo costo è circa la metà e che la maggior parte dei componenti viene prodotta internamente.
Lo sviluppo dell’FP-7 e del più lungo raggio FP-9, con una gittata dichiarata fino a circa 850 km, è stato annunciato nel settembre 2025. L’FP-7 è stato sottoposto al primo lancio di prova nel febbraio 2026 e ha iniziato le prove militari più avanti nello stesso anno. Zelenskyy aveva dichiarato ad agosto che un missile balistico prodotto internamente avrebbe potuto essere utilizzato in combattimento già nell’autunno.
L’episodio si inserisce in una più ampia tendenza allo sviluppo insolitamente rapido di armamenti ucraini dall’inizio dell’invasione russa su larga scala nel 2022. La stessa Fire Point è stata fondata quell’anno da persone provenienti da settori estranei all’industria della difesa.
Il drone FP-1 dell’azienda è passato dalla fase di progettazione, avviata alla fine del 2022, al primo volo nel gennaio 2023, alla certificazione nel maggio dello stesso anno e a un primo contratto di produzione nell’autunno successivo.
La produzione è poi aumentata rapidamente: l’azienda ha dichiarato di essere arrivata a produrre, nei periodi di picco, centinaia di droni a lungo raggio al giorno, mentre nel complesso la produzione ucraina di droni è approssimativamente raddoppiata ogni anno, con obiettivi ufficiali che prevedono di raggiungere diversi milioni di unità nel 2026. Alla fine del 2025, i comandanti affermavano che la grande maggioranza dei droni a lungo raggio utilizzati nelle operazioni fosse di produzione ucraina.
I missili da crociera hanno seguito una tempistica altrettanto accelerata. L’FP-5 Flamingo, con una gittata dichiarata fino a 3.000 km e una testata di circa 1.150 kg, è stato presentato pubblicamente nell’agosto 2025; pochi giorni dopo Zelenskyy ha annunciato l’avvio della produzione in serie e nello stesso mese e nell’autunno successivo sono stati segnalati i primi utilizzi in combattimento.
Lo sviluppo dei missili balistici è però più complesso. Per questa categoria di armamenti l’Ucraina ha fatto a lungo affidamento sulle limitate scorte occidentali, come gli ATACMS. I vertici di Fire Point hanno dichiarato che il programma FP-7 è stato sviluppato in meno di due anni, rispetto ai 15-30 anni che sarebbero più tipici per sistemi di questo tipo, sfruttando in parte l’architettura dei missili di epoca sovietica, ma sostituendo i sistemi di guida e controllo.
Per sostenere il programma è stato inoltre costruito in Danimarca un impianto per la produzione di combustibile solido. Il prossimo obiettivo dichiarato è la produzione in serie dell’FP-7; il più lungo raggio FP-9 rimane invece in fase di test, con i dirigenti dell’azienda che puntano a renderlo operativo entro la fine del 2026.
Fire Point è inoltre il principale integratore del progetto europeo di difesa Freyja contro i missili balistici, avviato nel 2026 e sostenuto dall’Ucraina e da diversi Paesi della NATO.
La variante intercettore, denominata FP-7.x, è un derivato più veloce della stessa famiglia di missili ed è progettata per costare meno di 1 milione di euro per singolo lancio: circa un quarto o un sesto del costo di un intercettore Patriot.
Partner europei, tra cui Hensoldt, Diehl Defence e Kongsberg, stanno fornendo radar, sistemi di ricerca del bersaglio e sistemi di comando. Fire Point punta a effettuare la prima intercettazione riuscita di un missile balistico intorno alla metà del 2027 e ha dichiarato di voler arrivare a una produzione di fino a 2.000 intercettori all’anno.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

